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Quartiere Pianello Salviamo San Pietro Montalcino Toscana |
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LE
FONTI CASTELLANE |
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territorio del Pianello, si sa tutto o quasi tutto: delle Chiese, del
Convento di S. Francesco, dell’Ospedale, ma poco si parla delle
Fonti Castellane che sono nel suo territorio. Le
“Fonti Castellane” ubicate nella parte bassa di Montalcino, in
prossimità di “Porta di Fontebuia o Castellana”, sono un elemento di
grande valore storico che costituiva, assieme ad altri depositi di acqua,
un sistema per l’approvvigionamento idrico della popolazione. Le
Fonti Castellane, inserite nel circuito murario dell’abitato hanno lo
schema classico delle fonti del quattrocento. Come
erano realmente le Fonti Castellane è testimoniato in un affresco del
Tamagni del ‘500 che si trova nello scrittoio dello Spedale di S. Maria
della Croce, dove si vedono le due arcate con accanto, (dove è
attualmente l’ex moderno lavatoio oggi ristrutturato a garage)
l’abbeveratoio per animali
con il lavatoio. L’acqua
delle fonti, oltre all’uso potabile, era anche utilizzata per la tintura
con due vasche ubicate probabilmente più a valle. Una
nota curiosa si trova nello stato d’anime di S. Lucia del 1778, dove
Bonaventura Laffrichi, ultimo di sei figli del tintore Paolo, viene
denunciato dal Gonfaloniere al Vicario perché “intorba con le tinte del
panni l’acque della fonti detta troscio grande, ove si lavano i panni
bianchi delle lavandaie, cosicché oltre al macchiarsi, vengono ancora
corrosi dai vetrioli di dette tinte…….”. Da
bambini, durante le sere d’estate, quando le macchine erano una rarità
e le prime televisioni solo nei bar, riuniti nelle strade alla luce fioca
di qualche lampadina, mentre le donne filavano la lana o lavoravano a
maglia, i più anziani ci raccontavano dei lupi mannari a cui erano
cresciuti lunghi peli e unghie,che nelle notti di luna piena, andavano
accompagnati da un lugubre ululato, a bagnarsi nelle fredde acque delle
fonti e ritornavano persone normali. Oggi
le Fonti Castellane sono in rovina,
le piccole teste in pietra sono state rimosse prima che venissero rubate,
l’infiltrazione delle acque piovane e il peso della terra, stanno
facendo cedere le volte, così come sta cadendo la fodera in pietra e il
cornicione in travertino scalzato dalle radici dell’edera e delle piante
infestanti. Questa
testimonianza di un tempo passato, verrà a breve recuperata dall’
Amministrazione Comunale; si spera che i lavori ridiano a tutta la comunità
un monumento di valore storico inestimabile.
Alessandro
Faneschi |
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